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La serie delle barriere paramassi "AC" (Anelli Concatenati) è stata progettata e realizzata per far fronte ad eventi di caduta massi che sviluppano elevate energie cinetiche all'impatto. La caratteristica peculiare di tali strutture è rappresentata dal fatto di essere barriere multi-impatto a telo continuo. Tale proprietà garantisce che le barriere della serie "AC" sono in grado di sopportare l'impatto di sciami di massi in caduta anche differenziati nel tempo, purchè, ovviamente, non venga superata l'energia ultima resistente della barriera. Tali barriere trovano applicazione in tutti i casi in cui la frequenza di accadimento di distacco di blocchi litoidi sia elevata. Tale situazione può dipendere da una mlteplicità di fattori, tra i quali le caratteristiche morfo-litologiche del versante, la presenza e circolazione delle acque meteoriche, la sismicità del sito, eventuali fenomeni di incendi boschivi in sito, ecc. Fenomeni di questo tipo inducono a ritenere il versante a forte rischio idro-geologico, da cui discende la necessità di mettere in sicurezza fabbricati e vie di comunicazione dai potenziali e frequenti fenomeni di caduta massi che potrebbero occorrere impiegando strutture in grado di resistere a diversi impatti di blocchi. Inoltre, la continuità della struttura di intercettazione impiegata consente alla barriera di assorbire e dissipare energie molto elevate, garantendo alti standard prestazionali ed aumentando il fattore di sicurezza offerto. I modelli di barriera della serie "AC" attualmente prodotti e disponibili sul mercato sono i seguenti: - AC 250 AC
- AC 500 AC
- AC 1000 AC
- AC 1500 AC
- AC 2000 AC
Tutti i modelli delle nostre barriere paramassi sono realizzati con materiali di qualità e di primo impiego in osservanza alle prescrizioni della normativa vigente.Le barriere paramassi della serie “AC”, specificatamente alle caratteristiche dimensionali di ciascun modello, sono sommariamente caratterizzate da: STRUTTURA DI SOSTEGNO, costituita da montanti d’acciaio tipo S 275 profilo HEA180zincati a caldo d’altezza compresa tra 3,00 e 6,00m posti ad interasse nominale di 10,00m; piastre di base d’acciaio zincate a caldo, complete di n°4 fori per passaggio dei tirafondi e di giunto cardanico per il collegamento al montante; oppure, nel caso del modello AC250AC, montanti d’acciaio tipo S 275 profilo HEA160, di altezza 3,00m e posti ad interasse nominale di 10,00m, con puntone di valle in profilato 90x90x8mm o 140x60x7mm, saldati ad un doppio profilo accoppiato a C di 140x60x7mm; materiali zincati a caldo secondo la Norma EN ISO 1461; STRUTTURA DI INTERCETTAZIONE E/O CONTENIMENTO, costituita da pannelli di rete in fune d’acciaio del tipo ad anelli concatenati a 4 (quattro) o 6 (sei) punti di contatto aventi diametro del singolo anello non superiore a 350 mm e realizzati con un filo d’acciaio zincato Ø 3/4mm con resistenza minima unitaria del filo elementare pari a 1570N/mmq avvolto su se stesso fino a costituire un trefolo continuo avente diametro non inferiore a 9/12mm; rete a maglia esagonale 80x100mm a doppia torsione, filo Ø 2,7mm e forte zincatura per il bloccaggio delle masse minute, accoppiata al pannello principale; STRUTTURA DI COLLEGAMENTO, costituita da funi sommitali, funi di base, controventi laterali d’inizio e fine tratta, controventi di monte disposti a braccia divaricate e controventi di valle (assenti nel caso del modello AC250AC); tutti i collegamenti sono realizzati in fune d’acciaio con formazione a trefolo di diametro variabile a seconda del modello di barriera; STRUTTURA DI FONDAZIONE, al di sotto della struttura di sostegno, composta da n°4 tirafondi in barra d’acciaio tipo B450C; oppure, nel caso del modello AC250AC, composta da n°2 micropali, di cui quello di valle realizzato in barra in acciaio ad aderenza migliorata tipo B450C; quello di monte formato da barra in acciaio ad alta resistenza tipo Dywidag; per la struttura di collegamento, realizzata mediante ancoraggi in doppia fune spiroidale di idonee sezione e lunghezza. Le modalità del crash-test, sono eseguite facendo riferimento alle “Direttive per i tipi di prove delle protezioni contro la caduta massi” edizione 15/03/2000 redatte dal WSL della Confederazione Elvetica, consistono nel lancio di un blocco di prova variabile da circa 800 a 6400kg ad una velocità di caduta minima di 25m/s eseguito sul pannello centrale di un modulo funzionale formato da tre pannelli posti ad interasse di 10,00m. Vengono misurate l’energia cinetica all’impatto ed il valore della deformata massima della barriera dopo l’impatto, dalla quale si può calcolare l’energia potenziale del blocco di prova nel punto d’impatto riferita al punto di massima deformata.
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